
Sabato 2 giugno
h 22:30
Dalle 19:00 - hamburger e panini con la salsiccia PRO-MUSINCANTO!
Il tutto per dare una mano alla vecchia organizzazione del Musincanto, manifestazione musicale che ha operato per anni nella stupenda piazza di Castelrotto, quando l’Officina degli Angeli era Hostaria agl’angeli. Diamo una mano a questi ragazzi a concludere quegli anni di lavoro, con il solo scopo di offrire buona musica e devolvere i guadagni in beneficenza. Allo stand Musincanto potrete chiedere tutte le info che volete sulla storia della manifestazione.
VENITE AFFAMATI!!! e grazie a tutti!
Pensate ad una macchina d’epoca che vola sull’asfalto inseguendo una strada senza fine.
Strade dimenticate , senza targhe , che non hanno bisogno di spiegazioni, strade di ghiaia rovinate dal tempo , strade isolate lungo le quali è facile smarrirsi…
Mentre il motore romba attraversando un paesaggio di fiumi, argini, canali e campagna… la polvere umida della “bassa” si attacca alla pelle . Non importa quanto lontano corra lo sguardo perchè nascosto in un fazzoletto di terra tra due fiumi , dietro una misteriosa nebbia, rimane sempre il vecchio covo dei “cattivi alleati” .
Pensate poi al Rock …
Il nostro rock è vecchio come le corti di campagna ma irrequieto come un ragazzino.
Il nostro rock è duro come l’asfalto ma dolce come una curva ad alta velocità.
Il nostro rock è grezzo come la ruggine ma anche dinamico e morbido come un vecchio motore.
Il nostro rock è brumoso e rivitalizzante come la nebbia.
Il cuore e la ruvida anima della band affondano le proprie radici in questa terra fangosa , dove i cinque sensi sono intrisi sapori forti .
La lontana America attraverso il nostrano Rock-Blues dei KILLING MANTA parla con la familiare voce di un vecchio consumato dalla polvere e dalle rughe : sorseggiando una robusta grappa egli vi racconterà della sua Opel Manta azzurra , di un corvo , e del mondo che lo circonda. Ecco l’essenza del nostro desert rock!

Venerdì 01 giugno
h 22:30
E’ riduttivo pensare che ORACLE KING sia solo un musicista di blues. E’ semplicistico vederlo relegato al genere del blues fine a se stesso. Egli vive in sintonia con la sua musica, si esalta, impreca e soffre nel viverla a tempo pieno, senza compromessi, pagandone il prezzo che c’è da pagare. Vede la luce all’alba di una domenica di fine maggio….era il 1959. E’ il primogenito, anzi no, suo fratello era morto un’anno prima a soli 18 mesi di morboblù…..Si avete inteso bene!!! Dopo un’infanzia allo sbando ed un’adolescenza in collegio, eccolo con la chitarra e l’armonica. A tredici anni già si esibisce alle feste scolastiche ed in parrocchia. Ricordando quei tempi scriverà in seguito un racconto divenuto ben presto un “best seller”: CRESCIUTO ALL’OMBRA DEL CAMPANILE. E’ infatti in chiesa che riceve la sua formazione ed inizia a vivere le sue prime ed oramai celebri contraddizioni. Peccato o redenzione? Whisky o acquasanta? Ma il blues intanto prende piede, incalza, ha ben presto il sopravvento. Una roboante moltitudine di concerti e festivals lo portano in giro per tutta l’Italia, Svizzera, Germania, Stati Uniti e paesi dell’est…..Incide nel 98 il suo primo disco “FORGET THE GUITAR” il tutto in una sola incredibile notte.Il secondo cd “NO PLACE TO GO” del 2004 è la consacrazione !!! Dopo una lunga serie di vicissitudini matrimoniali e giudiziarie che lasciano il segno, questo estroso e poliedrico artista ottiene con fatica il passaporto ed approda il Serbia…E’ il SUCCESSO !!! Con quattro storici concerti a Belgrado rilancia la sua leadership catapultandosi ai vertici del blues internazionale. Il suo soverchiante modo di condurre lo show, la negritudine e il suo stile cristallino lo consacrano tutt’ora tra i grandi del genere. ORACLE KING non teme il blues ma lo conosce e lo rispetta. Si da al blues, lo accondiscende, si permette di trattarlo male, lo tiene a bada. Ascoltatori, amanti della musica del diavolo, quest’uomo non è finto e con i tempi che corrono non è poco, anzi è tutto !!!GOOD LISTENING.
p.s.Auguri ORACLE, con te in vita il blues godrà buona salute!
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Venerdì 18 maggio
h22:30
Dicono di loro…:
[…] Era notte fonda, ma i vicentini THE GROOVE YARD hanno illuminato le nostre orecchie con una scaletta di brani suonati divinamente, evidenziando un hammondista (con vero hammond) sicuramente tra i migliori mai ascoltati in Italia e un “combo” di fior di musicisti “da urlo”.
La scelta delle cover si incastrava perfettamente con i brani di loro composizione e la qualità del loro suono così jazz, così hammond-groove e così originale li colloca sicuramente ai vertici tra le band “instrumental” della scena europea. […]
[…] THE GROOVE YARD, un combo jazz-hammond di qualità che mi ha letteralmente “spaventato”. Bravi, bravissimi, con un hammondista che possiede una padronanza dello strumento da vero jazzista dei ‘60. Da “Green Onions” fino alla rivisitazione di brani del repertorio ‘60 e ‘70, e soprattutto proponendo i brani di loro composizione, la band veneta si prepara a conquistare platee nazionali e sicuramente internazionali […]
“Oscar - Cantante STATUTO”
[…] Mescolano sapientemente diversi generi tra cui Beat, Soul, Funky, Spy & Acid Jazz, mantenendo sempre il loro “Marchio di Fabbrica” ovvero un sound pastoso e graffiante, contagiato da ritmi ed atmosfere irresistibilmente.
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